ECM A partire dal 2025 cambiano le regole che disciplinano l’obbligo formativo ECM nei casi di cancellazione o reiscrizione all’Ordine professionale. La FNOPI, attraverso la Circolare n. 55/2025, ha infatti comunicato agli Ordini delle Professioni Infermieristiche l’approvazione della Delibera ECM n. 5/2025 da parte della Commissione Nazionale per la Formazione Continua. Si tratta di un intervento che introduce criteri chiari e uniformi, pensati per gestire in modo trasparente le diverse situazioni che possono verificarsi nel corso della vita professionale.
La delibera chiarisce innanzitutto cosa accade all’obbligo ECM nel momento in cui un professionista decide di cancellarsi dall’albo. Se la cancellazione avviene entro il 30 giugno dell’anno di riferimento, l’obbligo formativo per quell’anno decade. Al contrario, se la cancellazione arriva dopo il 30 giugno, il professionista è comunque tenuto a completare i crediti previsti per l’anno in corso. In entrambi i casi, la data da considerare è quella della delibera con cui l’Ordine ratifica la cancellazione.
Regole speculari valgono per la reiscrizione. Se il rientro all’albo avviene entro il 30 giugno, l’obbligo ECM riparte regolarmente per l’anno in corso. Se invece la reiscrizione avviene dopo tale data, il professionista non è tenuto a maturare crediti ECM per quell’anno. Anche qui, la decorrenza coincide con la delibera dell’Ordine che approva la reiscrizione.
La Commissione affronta anche un caso particolare: quello dei professionisti che, nello stesso anno, si cancellano e si reiscrivono. In questa situazione, l’obbligo ECM rimane comunque attivo per tutto l’anno formativo, indipendentemente dalle date delle due delibere.
Un altro punto importante riguarda la gestione dei crediti già maturati e degli eventuali debiti formativi. La delibera chiarisce che né gli uni né gli altri vengono azzerati, il percorso formativo del professionista resta quindi continuo, anche in presenza di interruzioni o riprese dell’iscrizione all’albo.
Queste nuove disposizioni rappresentano un passo avanti significativo e garantiscono uniformità a livello nazionale, offrono maggiore chiarezza operativa agli Ordini e ai professionisti e, soprattutto, tutelano la continuità formativa, elemento fondamentale per assicurare qualità e sicurezza nell’assistenza.

